Dal 1600 al 1700

Dopo il presbiterio la campata centrale è la zona realizzata subito dopo il 1626 chiudendo il portico antistante l’antica Cappella cinquecentesca. I meravigliosi stucchi su fondo azzurro/celeste sono stati realizzati da abilissimi stuccatori ticinesi la cui tradizione e maestria raggiunge l’apice proprio nel Seicento e Settecento. Se guardi stucchi in altorilievo puoi notare elementi classicheggianti come canestre di frutta, ed Angeli che intendono reggere tutta la decorazione.
Alla base dei costoloni prova a riconoscere le Virtù Cardinali: La Prudenza che si guarda in uno specchio, la Temperanza che mescola l’acqua al vino, la Fortezza rivestita di una possente armatura e la giustizia che regge una bilancia a due piatti.
I pregevoli affreschi del Rivetta ritraggono al centro la figura dell’Immacolata secondo l’iconografia spagnola di fine Seicento: la Vergine giovanissima, che schiaccia il serpente, con la luna sotto i suoi piedi come descritto da San Giovanni nell’Apocalisse. Nelle vele sono dipinti quattro episodi dell’inizio della vita di Maria. Puoi riconoscere la Natività della Madonna da Gioacchino ed Anna, la sua presentazione al Tempio di Gerusalemme, lo Sposalizio con Giuseppe l’uomo giusto e la Visita alla cugina Elisabetta.
Prova a notare: nessun particolare è uguale ad un altro seppur simile in questo santuario.
Sigli archi che introducono ai transetti puoi trovare delle rappresentazioni con cartigli esplicativi che si riferiscono alle Litanie Lasuretane. A sinistra: Turris Davidica, Rosa Mystica e Janua Coeli. A destra: Turris Eburnea, Stella Matutina e Domus Aurea.
La campata che, varcato l’ingresso, sta sopra la tua testa e le due cappelle laterali furono realizzate nel Settecento. Assieme ai pregevoli stucchi, le vele dell’ingresso riportano ai quattro lati i ritratti dei quattro Evangelisti dipinti mentre tengono tra le mani i libri dei Vangeli da loro scritti per ispirazione divina: Matteo, Marco, Giovanni e Luca.
Gli affreschi del Rivetta consacrano questa campata alla vita di Maria dopo la nascita di Cristo. Al centro della volta noti l’Assunzione della Madonna ripresa da un dipinto di Tiziano conservato in santa Maria dei Frari a Venezia e poi nei quattro spicchi riconosci: la Natività di Gesù a Betlemme, la fuga in Egitto, l’apparizione di Gesù risorto a sua Madre e la morte di Maria compianta dagli Apostoli. Sopra l’ingresso puoi ammirare l’affresco della Vergine incoronata dalla Trinità, che è l’antico modo di descrivere la glorificazione di Maria da noi venerato con la verità di fede di Assunzione al cielo.
Di fianco a questo affresco, sopra le finestrelle della facciata trovi due stucchi che ti comunicano uno splendido parallelo tra Eva e Maria. A sinistra vedi Eva nel giardino del Paradiso Terrestre mente, spinta dal serpente con una mano coglie il frutto proibito e con l’altra lo consegna ad Adamo che lo assaggia: è il peccato originale. A destra trovi l’immagine della Madonna di Campoè all’interno di un giardino. Bellissimo parallelo che ti comunica una verità di fede fondamentale. Come Eva, in un giardino, ha nutrito con il frutto proibito Adamo il primo uomo da cui entrò nel mondo il peccato, così Maria, in un giardino più bello nutre con il suo latte il nuovo Adamo, Gesù, che salva il mondo dal peccato. E a rendere ancora più esplicita questa verità leggi le parole scritte a spiegazione: sotto Eva leggi: “Una clausit” cioè una donna ha chiuso il Paradiso; sotto la Madonna leggi: “Altera aperuit” cioè un’altra donna ha riaperto il paradiso.
Le cappelle laterali con gli Altari di San Giuseppe a destra e di Sant’Antonio di Padova a Sinistra conservano stucchi settecenteschi ed interessanti affreschi monocromi di Angeli, opera anch’essi del Rivetta.
Osserva attentamente: gli Angeli dipinti in bianco e nero reggono sempre in giglio sia nel transetto di San Giuseppe che di Sant’Antonio. Infatti il giglio è uno degli attributo iconografici di questi due Santi: San Giuseppe tiene sempre in mano un bastone fiorito a ricordo di quanto riportato dai vangeli apocrifi riguardo alla sfida tra i giovani pretendenti la mano di Maria, Sant’Antonio tiene un giglio a significare la sua purezza ed il profuno di giglio che si diffuse al momento della sua morte.
Nota ancora. Sopra l’Altare di San Giuseppe puoi vedere un resto degli affreschi floreali del Settecento che decoravano i tondi del Santuario prima dell’intervento del Rivetta.

Orario S. Messe

Tutti i Sabati: ore 18.00 S. Messa
(Variazioni segnalate negli Appuntamenti)

Appuntamenti

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Interno del Santuario - Gli splendidi stucchi