SS. Nazaro e Celso

 APPUNTI STORICO-ARTISTICI CHIESA DI SAN ROCCO (GEMÙ)

La prima descrizione della chiesa risale al 1752 come appare dai documenti della visita pastore del cardinale Pozzobonelli. Nella chiesetta di Gemù (Asso) si possono vedere dei dipinti ad olio su tela: sull’altare maggiore il dipinto dell’Annunciazione risalente alla prima metà del diciottesimo secolo, opera di un pittore lombardo sconosciuto; a destra, per chi entra in chiesa, si trova una tela raffigurante Gesù nell’orto con due angeli, attribuibile anch’esso ad un anonimo pittore lombardo che lo realizzò a metà del diciassettesimo secolo; sulla parete opposta una terza tela rappresenta S. Antonio e S. Paolo eremiti, probabilmente il dipinto risale alla metà del sedicesimo secolo.

 LA CRIPTA CON ANTICHE SEPOLTURE

Sono visitabili agevolmente nella cripta sotto il pavimento della chiesa cinque sepolture ben conservate, probabilmente di monaci, memoria di un piccolo monastero del quale l’edificio costituiva la chiesa. Anche l’abside ampia e a forma di coro confermerebbe l’uso monastico della chiesa.

 LA DEDICAZIONE A SAN ROCCO – UN SANTO PARTICOLARMENTE ATTUALE

Ai due lati dell’altare sono presenti due affreschi dello scorso secolo, rappresentanti due momenti fondamentali della vita del Santo. A sinistra la malattia dello stesso, alleviata dal miracolo del cane che ogni giorno gli portava un pane sottratto alla mensa del padrone. A destra la prigionia del Santo, scambiato per una spia e ingiustamente carcerato.

Il santo è popolarissimo in Italia. Basti pensare che ventotto comuni ne portano il nome, e almeno altrettante frazioni sono a lui intitolate, è stato un pellegrino e guaritore francese, venerato dalla Chiesa cattolica. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa, tant'è che un recente studio ha individuato san Rocco come il secondo Santo più invocato, dai cattolici europei, per ottenere la guarigione dalla COVID-19, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato.

Rocco di Montpellier, universalmente noto come San Rocco (Montpellier, 1345/1350 – Voghera, notte tra il 15 e il 16 agosto 1376/1379). Più o meno ventenne, rimase orfano e, distribuiti ai poveri i suoi averi s'incamminò per voto in pellegrinaggio verso Roma. Durante questo pellegrinaggio che durò, tra andata e ritorno, per tutta la sua vita, si imbatté nella peste che imperversava in centro Italia negli anni  1367 e 1368, e Rocco andò a soccorrere i contagiati anziché scappare dai luoghi ammorbati. Rocco raggiunse Acquapendente (Viterbo) dove avvenne il primo miracolo taumaturgico, con la guarigione di tutta la città per mezzo dell’imposizione delle sue mani. Il dono della guarigione lo seguì a Roma e poi sulla strada del ritorno fino a Piacenza dove, probabilmente nell'ospedale di Santa Maria di Betlemme, venne contagiato. Per non mettere a rischio altre persone, si trascinò fino a una grotta lungo il fiume Trebbia. Le antiche agiografie, a questo punto, narrano che un cane durante la degenza di Rocco appestato, provvide quotidianamente a portargli come alimento un pane sottratto alla mensa del suo padrone e signore del luogo. Il padrone del cane potrebbe essere identificato in Gottardo Pallastrelli, che seguì il cane e giunse nella grotta di Rocco. Curato e accudito dal nobile, Rocco riprese la cura degli appestati a Piacenza raccogliendo intorno a sé un gruppo di discepoli, per poi intraprendere la via del ritorno in Francia. Passando per Voghera (un’altra tradizione dice che questo avvenne a Montpellier) venne confuso per una spia e incarcerato per lungo tempo fino a che Rocco morì, nella notte tra il 15 e il 16 agosto, in un anno imprecisato tra il 1376 e il 1379. Riconosciuto innocente solo dopo la sua morte,  un intenso dolore invase l'intera popolazione unito allo sgomento per aver fatto morire un innocente in carcere. Voghera divenne il luogo del primo deposito del corpo del Santo e il fulcro della prima espansione del suo culto.

PARTICOLARI DEGLI AFFRESCHI - (qui puoi cliccare sulle immagini per ingrandirle)