In evidenza

IN EVIDENZA

Anche se ancora non  possibile celebrare la Messa con l’assembleai, in questa 4° domenica del tempo di Pasqua celebriamo la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Inoltre quest’oggi il vangelo di Giovanni al capitolo 10,11-18; ci presenta l’immagine molto bella di Gesù buon pastore.

E pensare alle vocazioni come prima cosa non dimentichiamo  l’importanza della preghiera perché il Signore susciti specialmente nuove vocazioni di speciale consacrazione al sacerdozio e alla vita religiosa. Ma in quali dinamiche cresce e nasce una vocazione?

Dentro un  Ascoltare -  Conoscere - Seguire meglio diventare testimoni.

Se ci pensiamo bene la vita stessa di Gesù è ascolto conoscenza e sequela della volontà del Padre.

Ma la vita di Gesù è ascolto anche dell’uomo e di tutte le sue miserie e povertà.

La vita di Gesù è conoscenza delle fatiche del desiderio dell’uomo di cercare la felicità e senso alla propria vita.

 La vita di Gesù è sequela e un diventare continuamente dono per gli altri segno di salvezza e di amore del Padre.

La cura di chi dà la vita per le pecore, non le abbandona, non fugge dinnanzi a ciò che può essere pericoloso per loro la troviamo nella vita di Gesù (nella immagine della  Croce, sacrificio  Pasquala). E di conseguenza la Chiesa  su imitazione ed esempio di Cristo si prende cura anch’essa nel segno della carità e dell’amore di coloro che sono magari più deboli e bisognosi.

Ma attenzione nella prima lettura -  tratta dagli Atti degli Apostoli Cap. 6,1-7 -  notiamo una comunità che vive  della Parola di Dio: non perché non sia  importante la carità ed il servizio – diaconia significa servizio – ma tutto è sostenuto dalla preghiera e dall’annuncio della Parola. Dall’ascolto e dalla conoscenza della Parola di Dio nasce la sequela il diventare discepoli di Gesù. E’ lo stile del sentirsi corresponsabili nella vita della Chiesa che San Paolo nella seconda lettura tratta dalla lettera ai Romani cap. 10,11-15; ci ricorda che l’ascolto e conoscenza di Gesù buon pastore portano  il credente quindi  ogni battezzato ad essere annunciatori concreti nel segno dell’amore del vangelo di Gesù.

Penso che ogni vocazione, da quella alla vita matrimoniale a quella di speciale consacrazione passano nel loro strutturarsi dentro questi tre verbi. Ascoltare - Seguire meglio diventare testimoni.

 Ascoltare la Parola ci permette di riscoprire ogni vocazione come un dono di Dio. Quest’aspetto spesso si dimentica perché noi siamo maggiormente orientati a pensare come vocazione soltanto la chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata maschile o femminile (religiosi), invece anche la vita matrimoniale si radica prima di tutto sulla chiamata e se c’è una chiamata devo metterci l’ascolto del Signore; pertanto pensare così anche il matrimonio ed ogni famiglia non può che farci del bene.

All’inizio d’ogni vocazione c’ è una testimonianza. Qualche persona, amico/a con il quale s’intraprende, o meglio, la sua testimonianza, il suo esempio di vita di fede, le sue parole illuminano e fanno maturano quel desiderio, quell’intuizione che il Signore ha già messo nel cuore. Potrebbero essere il Don di turno, il o la catechista, quella religiosa, quell’educatore, quella mamma o papà…

Il testimone è colui che non si comporta come il mercenario descritto nel vangelo, che abbandona le pecore nel momento del bisogno, ma il testimone sa custodire e conosce le sue pecore. Inoltre il testimone è colui che prima di tutto ha conosciuto Gesù buon pastore e lo segue con fedeltà gioiosa, che sa contagiare di vangelo la gente che lo incontra.

Detto questo possiamo affermare che Dio per illuminare ciascuno di noi su quale strada dirigere la nostra vita, fa incontrare persone che illuminano il cammino d’ognuno di noi. E’ importante che in ogni vocazione ci siano dei testimoni, non è la quantità, o la brillantezza, spavalderia o altri atteggiamenti magari importanti in ogni approccio umano, ma occorre favorire l’incontro con dei testimoni che con coraggio e gioia annunciano con la loro vita Gesù Cristo.

E questo ruolo, che è compito e dovere certamente di  ogni battezzato dobbiamo sentirlo tutti  come un’esigenza ed una priorità soprattutto nell’annunciare il vangelo e nell’educare alla fede i più piccoli e i più giovani.